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Dal 5 Novembre in scena a Roma "Ciao Amore, Ciao" - Tenco e Dalidà tra musica e amore

 
 

1967. Due vite legate da una canzone e forse da qualcosa di più. L’ultimo anno di vita di Luigi Tenco. Il rapporto con Dalidà, le case discografiche e il pubblico italiano, “inconsapevole colpevole” della morte del grande cantautore italiano, strappato troppo presto all’amore e alla musica.
“Ciao amore, ciao”, una dichiarazione, ancora prima che una canzone.

con Luca Notari e Stefania Fratepietro

Scritto e diretto da Piero Di Blasio

Su musiche di Luigi Tenco

Arrangiamenti: Emiliano Begni

Costumi: Laura Pucini

Una produzione MediterrArea

NOTE DI REGIA
Una canzone mai realmente cantata. Un amore troppo chiacchierato e poco
vissuto. Uno sparo.
Comincia così lo spettacolo “Ciao amore, ciao”. Dalla fine, ma senza
analizzarla. Non è un’arringa sulle cause della morte di Luigi Tenco. Non è
un’apologia del cantautore scomparso e, tantomeno, non è un recital. È un
musical a tutti gli effetti. Anche se preferisco chiamarlo “prosa con musiche”.
La parola è fondamentale in questo spettacolo, anche perché, molto spesso,
le parole sono mutuate dallo stesso Tenco. Parole profonde e dirette che
lasciano poco spazio all’interpretazione. Certamente la musica non fa da
contorno, anzi. Come nella migliore tradizione del musical anglosassone, la
colonna sonora dello spettacolo, eseguita dal vivo e interamente composta di
canzoni del cantautore ligure, non solo descrive le varie scene, ma ne porta
avanti la narrazione, ci racconta una storia d’amore. E si, perché con questo
spettacolo vogliamo raccontare una storia d’amore. E non ci importa se gli
amanti si chiamano Tenco e Dalida. Quello che ci interessa è come si
conoscono, come si scoprono, come si amano e come, alla fine, si lasciano.
La spettacolo rievoca una vicenda reale. Ma badate bene che ho detto
“rievoca”, non ripropone o rappresenta. Infatti con questo spettacolo vogliamo
tratteggiare gli aspetti più importanti di due grandi personaggi, ma non farne
una copia conforme che potrebbe risultare pedissequa e priva di idee. Noi
rappresentiamo l’essenza dei personaggi, non i personaggi stessi.
Anche per questo motivo, la maggior parte dei brani dello spettacolo sono
splendidamente arrangiati dal Maestro Emiliano Begni. Come dicevo,
raccontiamo una storia, scandita dai momenti salienti di quel fatidico
Sanremo ’67.
Luigi Tenco (Luca Notari) è già un musicista apprezzato e “rivoluzionario”
(non dimentichiamoci che la storia si apre nel 1967, un anno prima dello
storico periodo di contestazioni sociali). Nel febbraio di quello stesso anno,
viene chiamato a Roma da Nanni Ricordi, proprietario della storica casa
discografica RCA. La proposta è allettante: il festival di Sanremo. Ma non è
allettante per il luogo, di per se non gradito a Luigi, ma per la compagna che
lo avrebbe affiancato su quel prestigioso palco: Dalida (Stefania Fratepietro).
Un anno insieme. Tra Roma e Parigi, tra alti e bassi, tra amori presunti,
dichiarati e non corrisposti. I luoghi sono sempre stilizzati, le scenografie mai
descrittive. Ogni ambiente deve poter essere la storia di ognuno di noi. Ogni
spettatore deve potersi sentire Luigi o Dalida. Le canzoni, il punto focale della
loro vicenda. Conosciamo Luigi attraverso le sue stesse parole. Sappiamo
come vede la gente e come la gente vede lui (Io sono uno). L’incontro con
Dalida è casuale e maledettamente forte. Lei è bella e algida. Lui la crede
viziata e snob, ma la bella francese gli spiega che non è proprio così (Un
giorno dopo l’altro). Nasce qualcosa tra i due, qualcosa di non esattamente
chiaro. E allora Tenco prova a forzare un po’ la mano. La invita ad uscire…
alle tre di notte (Se tu fossi una brava ragazza). La vita romana di Luigi, però,
non va come si aspettava e al telefono, con la madre, cerca quel conforto che
la distanza non gli permette, anche “mentendo” sul presente e sperando sul
futuro (Vedrai, Vedrai). Cominciano i tormenti e le pene d’amore. Dalida è
sposata, lui è innamorato… di un’altra donna. (Ho capito che ti amo, Come le
altre, Più m’innamoro di te e meno tu mi ami). Il danno è fatto, irreparabile,
ma la casa discografica non permette che si sappia della rottura della coppia,
anzi ne dichiara l’imminente matrimonio, subito dopo il festival. Dalida è
furiosa (Io si). La sera di capodanno, i due si presentano insieme alla casina
Valadier, a Roma. Luigi è strano ed ubriaco, lei è fredda e distante. Tra gli
auguri e le grida, si regalano un testamento d’amore. Di un amore diverso,
già segnato, che solo loro potevano capire (Lontano, Lontano). Arriva
finalmente il tanto atteso Sanremo (Ciao amore, Ciao), ma i giochi, per tutti,
sono ormai fatti. L’amore, come l’uomo, nasce, cresce e muore. Poco importa
chi lo ha ucciso, certo è che non esiste più. È finito.
Questo, e molto altro, è “Ciao amore, Ciao”, Tenco e Dalida, tra musica e
amore.
Piero Di Blasio

 


Guarda il trailer

date:
5, 6, 12, 13, 26, 27 novembre
3, 4 dicembre

sabato ore 17.30
domenica ore 21.00

Riduzioni per gli amici di Musicalstore

Teatro Greco
Via Ruggero Leoncavallo 10 – 00199 ROMA
per info: 06.8607513

 

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