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Biografia


Tutti lo credono genovese, e in un certo senso lo è, Gino Paoli, il cantautore che ha scritto alcune tra le più belle pagine della musica italiana di questo secolo.
Ma, di fatto, l'autore di "Senza fine" e di "Sapore di sale"
è nato nel '34 a Monfalcone, in provincia di Gorizia, figlio di un ingegnere navale che nelle ore libere cantava da tenore e di una casalinga che coltivava la pittura e la musica.
Ma è a Genova, dove si è trasferito da bambino, che Gino, dopo aver fatto il facchino, il grafico pubblicitario e - raggranellando più premi che quattrini - il pittore, debutta come cantante da balera, per poi formare un band musicale con gli amici Luigi Tenco e Bruno Lauzi.
Finché la gloriosa casa Ricordi, che aveva tenuto a battesimo Bellini e Donizetti, Verdi e Puccini, decise di estendere la propria attività alla musica leggera e scritturò questo cantante dalla strana voce miagolante. Nel '60, dopo aver inciso alcuni brani altrui, realizza "La gatta", un brano rigorosamente autobiografico: parlava della soffitta sul mare dove Gino viveva da bohemien con la moglie Anna e vari animali, sfamando la famiglia quando e come poteva.
Il disco vendette 119 copie, poi scomparve e infine tornò tramutandosi, inaspettatamente, in un successo da 100 mila copie la settimana.



Intanto era nata la love story tra Gino e Ornella Vanoni, cantante scoperta da Giorgio Strehler, che convinse il cantautore genovese a scrivere per lei "Senza fine", che la lanciò.
Quindi Mina, sconsigliata da tutti, incise "Il cielo in una stanza", con l'esito che tutti sappiamo.
Seguono "Sassi", "Me in tutto il mondo" ('61), "Anche se" ('62), "Sapore di sale", "Che cosa c'è" ('63), "Vivere ancora" ('64).
Tutti brani divenuti dei classici e tradotti in molte lingue: per "Senza fine", della quale esistono nel mondo circa 300 versioni, Paoli riceve le congratulazioni di Herbert Von Karajan e Hoagy Carmichael.
Grazie a Paoli e ai suoi "quattro amici" nasce così, a Genova, la canzone d'autore, forma di espressione musicale rivoluzionaria che mira ad esprimere sentimenti e fatti di vita reale con un linguaggio non convenzionale; la canzone, insomma, cessa di essere puro intrattenimento e abbandona l'oleografia per diventare forma d'arte a tutti gli effetti.


Ormai lo squattrinato pittore è un cantante famoso. Sboccia un amore con Stefania Sandrelli, 15 anni, lanciata da Pietro Germi in "Divorzio all'italiana", e dall'unione nascerà nel '64 Amanda, oggi attrice, mentre la moglie Anna darà a Gino, quasi contemporaneamente, un figlio, Giovanni, oggi giornalista.

L'anno prima c'era stato il boom di "Sapore di sale", arrangiata da Ennio Morricone con gli interventi al sax di Gato Barbieri.
E tuttavia un pomeriggio d'estate il cantautore ormai ricco e celebre si era puntato una Derringer al cuore. "Volevo vedere cosa succede", spiegherà poi.
Il proiettile è tuttora nel suo petto, come un souvenir. Intanto la fama di Paoli ha oltrepassato i confini dell'Italia.
Il cantautore francese Alain Barrière chiede a Gino di tradurgli in italiano alcuni brani.
Gino, nella cui discografia si trovano versioni da Aznavour, Mouloudji, Ferré, Serrat, accetta, e il risultato è il clamoroso successo di "Vivrò" e di altre canzoni firmate Barrière-Paoli.
Anche Jacques Brel chiede aiuto al cantautore genovese, che traduce quattro canzoni del suo collega belga (tra esse "Ne me quitte pas", che diventa "Non andare via").


Ma la pronuncia italiana di Jacques è troppo improbabile, e il disco, già registrato, non viene pubblicato. E intanto Paoli scopre e lancia altri artisti: come Lucio Dalla, clarinettista jazz, del quale produce il primo disco, o il refrattario Fabrizio De André, che Gino "costringe" con la forza a cantare con lui al Circolo della Stampa genovese.
Capita anche che gli interpreti più disparati si "impadroniscano" del canzoniere paoliano: mostri sacri degli anni 50 come Claudio Villa, Carla Boni, Jula De Palma, Joe Sentieri, cantanti lirici come Anna Moffo, attrici come Lea Massari e Catherine Spaak, protagonisti dagli anni 60 come Umberto Bindi, Luigi Tenco, Rita Pavone, Gianni Morandi, Pino Donaggio, Tony Renis, Tony Dallara.




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